I PALLONCINI

Tommaso vendeva i suoi palloncini sull’ampio spiazzo all’inizio del corso principale. Giovanni lo vedeva già lì, al suo posto, di primo mattino, mentre andava a scuola, che fissava quegli incanti leggeri uno per uno ad un paio di alberelli in fil di ferro verde e lo vedeva ancora lì quando ritornava a casa. Gli piaceva passargli davanti tutti i giorni. I palloncini colorati ondeggiavano per aria, mescolandosi tra loro, e gli mettevano allegria e buonumore. Ogni tanto ne comprava uno, scegliendolo ogni volta di una forma diversa, e se lo portava a casa tutto contento. Lo sistemava in camera sua, attaccandolo alla finestra, e lo teneva finché non si sgonfiava.

Un giorno, all’ora di pranzo, si levò un gran vento. Continua a leggere

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CAMMINAVO SENZA SAPERE DI CERCARTI

Gli inizi di una storia d’amore sono spesso imprevedibili. A volte, infatti, è solo questione di cercare e attendere, altre, invece, camminiamo senza sapere di cercare e troviamo sulla nostra strada chi non avremmo mai immaginato. È l’inaspettato a portare ad un incontro, ad una scoperta e… ad una scelta.

Buona lettura!

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©Federica per Storie in punta di righe 2018

PENSIERI E DIVAGAZIONI DEL VENERDÌ: SCRITTURE PITTORICHE

Akseli Gallen-Kallela (Pori, 26 aprile 1865; Stoccolma, 7 marzo 1931) è un pittore finlandese (ma di origine svedese) che non conoscevo e che ho scoperto da poco. La sua produzione pittorica è molto ampia e varia, in quanto Gallen-Kallela sperimentò diversi generi: fu realista, impressionista e, infine, simbolista. Ritrasse scene di vita quotidiana e contadina, paesaggi, illustrò il poema epico nazionale finlandese (il Kalevala).

Nelle mie divagazioni del venerdì vi propongo due suoi quadri accompagnati da qualche riga che ho scritto osservandoli.

Come sempre, buona lettura e alla prossima!!

pubblico dominio

“Cloud towers”, 1904, lago Keitele, foto dal web

Se vuoi sentire le nuvole, osservale quando si specchiano nella calma azzurra di un lago, nell’immensità dell’acqua.

 

 

 

 

 

 

paesaggio 1887

Paesaggio invernale, 1887, foto via Pinterest

Nel bosco è scesa la neve, ha posato sulla terra il suo manto leggero. Tutto è diventato oasi di pace, solo un sentiero, rapido, l’attraversa come un viandante di passaggio silenzioso sul far della sera.

 

 

 

© Federica per Storie in punta di righe 2018

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PENSIERI E DIVAGAZIONI DEL VENERDÌ: LA FORZA DELLE PAROLE

Ogni giorno cerco la perfezione delle parole, di quelle che dico e di quelle che scrivo. Ogni parola è, infatti, viva e richiede di essere onorata nella sua ricchezza. Diversamente, andrebbe sprecata.

Le parole amano diventare le nostre frasi, darci il potere, straordinario, di entrare in contatto e in relazione, di comunicare con gli altri.

ultimoCi danno, ancor più straordinario, il potere di essere, di cambiare noi stessi e la nostra realtà interiore, perché diventiamo e siamo le parole che pronunciamo. Plasmiamo e siamo plasmati dalle parole. La forza dei significati e dei concetti e delle immagini associate alle parole ci rigenera, ci dà occhi nuovi, è capace di scolpirci. Perché la parola, diceva Victor Hugo, è un essere che vive. Vive in noi e con noi, capace di diventare persona, quella che desideriamo e vogliamo essere.

Buon venerdì a tutti.

© Federica per Storie in punta di righe 2018

 

GIARDINIERE SEI TU CHE NON SEI PASSATO OLTRE

Per amore e in amore siamo sia fiore che giardinieri, siamo bellezza vista, raccolta, donata, siamo profumo inconfondibile e conoscenza delle stagioni.

In questi pochi versi, che ho scritto e dedico a tutti gli innamorati, il giardiniere è colui (o colei) che si accorge di provare un sentimento nuovo, lo sente nascere dentro di sé perché ha colto l’impercettibile profumo di un fiore e si mette a cercarlo finché non lo trova e spende le sue forze ed energie per curarlo.

Giardiniere sei tu che non sei passato oltre… e ti sei preso cura di colui o colei che ami.

Buona lettura!!

© Federica per Storie in punta di righe

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IL VIAGGIO DI ALTABARRE

– Io non vedo ancora nulla, non scorgo alcuna nuova stella come scritto negli antichi testi, disse Gaspare.

– Nemmeno io – aggiunse con aria concorde Baldassarre – Non ci sono variazioni all’interno delle costellazioni e i loro movimenti sono normali. Torniamo dentro e andiamo a riposare.

Faceva freddo e non era piacevole starsene lì da tante sere a cercare un piccolo astro che non riuscivano mai a individuare.

altabarreAltabarre, al contrario, qualche palazzo più in là, era ancora fuori a osservare il cielo. Poco prima dell’estate aveva notato due pianeti ben visibili ad Oriente che brillavano intensamente e verso la fine di maggio si erano avvicinati come mai prima. Il fenomeno non era sfuggito al suo occhio attento ed esperto. Era indice di cambiamento. Era successo, poi, anche a fine settembre e non aveva più dubbi: stava succedendo qualcosa di importante. Aveva letto in alcuni libri antichi che l’arrivo di un nuovo re, portatore di pace, sarebbe stato preannunciato da un segno nel cielo. Arrivato l’inverno, aveva continuato a scrutare gli spostamenti di astri e pianeti. Sembrava non ci fosse nulla di strano, finché Giove non venne a trovarsi in una insolita posizione, risplendendo molto di più delle sere precedenti. Saturno e Marte gli si stavano avvicinando, ancora una volta lo aveva notato.

La comparsa del re era imminente. Iniziò dunque a preparare l’occorrente per il viaggio. Del denaro, per quando si sarebbe fermato nei villaggi, del cibo, per i tratti più lunghi durante i quali non si poteva fermare, tre otri d’acqua e infine i doni da portare al bambino futuro re: un rubino, uno zaffiro e una perla. Avrebbe affrontato il viaggio a dorso d’asino: ne aveva acquistato uno giovane, agile e forte da non molto e lo aveva sempre nutrito con cura e attenzione. Beniamino, il suo dromedario, non avrebbe retto le fatiche di un viaggio così lungo.

Qualche sera dopo, i tre pianeti si avvicinarono così tanto da sembrare allineati. Continua a leggere

L’ANZIANO SIGNORE

Il signore anziano con i capelli bianchi e un vecchio bastone è arrivato puntuale e si è seduto sulla panchina come fa ormai da qualche giorno, da poco prima di Natale per essere precisi. Aurora lo vede quando va a giocare nel parco con i suoi amici e si chiede sempre che cosa faccia lì, seduto con quel freddo a guardarsi intorno come ad aspettare qualcuno, per poi andarsene stringendosi nel cappotto e borbottando sottovoce.

Un paio di giorni dopo Natale, al cancello d’ingresso si è affacciato un giovane. Continua a leggere

LA CARTA E L’INCHIOSTRO, UNA FAVOLA DI LEONARDO DA VINCI

Il genio e l’estro in campo artistico e tecnico-scientifico di Leonardo di ser Piero da Vinci sono noti. È stato pittore, scultore, inventore, progettista, disegnatore, architetto e ingegnere autodidatta, anatomista e trattatista. Poco conosciuto è, invece, il suo lato di scrittore. Si dilettò, infatti, a comporre numerose favole, scegliendo come loro protagonisti piante, animali, elementi naturali e oggetti di uso comune.

leo-da-vinci.jpgOggi ho scelto di proporvi una favola che ha per protagonisti un foglio di carta e l’inchiostro. Il foglio di carta tutto bianco e pulito si lamenta di essere stato macchiato dall’inchiostro, ma saranno proprio quelle che per lui sono macchie a rivelargli un’autentica sorpresa e a mostrargli il valore Continua a leggere

SCRITTURE INVERNALI: IL CANTO DELLA CINCIARELLA

cinciarella

Una cinciarella (Foto Pixabay)

Un paio di giorni fa ho pubblicato un haiku sulla cinciallegra e sul suo modo di muoversi tra i rami. In questo post, invece, condivido con voi una poesia sulla cinciarella. 

Una specie che amo osservare per la sua grande intelligenza e vivacità, poco timorosa dell’uomo e che allieta le mie giornate invernali con la compagnia del suo canto decisamente articolato e inconfondibile, in prevalenza trillante, chiaro e acuto accompagnato da note dolci e modulato da pause e variazioni di richiamo più basse e corpose. Se vi capita di ascoltarlo, oltre a riconoscerlo subito, ve ne innamorerete all’istante.

 

PICCOLO CANTO

Ravviva la campagna alberata

e il mattino e l’aria dorata della giornata

il cinguettio allegro e forte della cinciarella,

inconfondibile canto pieno

di note argentine.

Solo a sera tace del tutto,

nel dolce sonno notturno

del suo rifugio.

 

Che ne dite? Vi è piaciuta?

© Federica Rizzi 2017 per Storie in punta di righe

 

 

SCRITTURE INVERNALI: LA CINCIA, UN HAIKU.

Da un paio di mesi cince e cinciarelle si sono riavvicinate a casa per cercare cibo e negli ultimi quindici giorni hanno intensificato le loro visite, così che la loro quotidiana presenza si prolunga spesso anche al pomeriggio, dato che con questo freddo hanno bisogno di nutrirsi molto di più per sopravvivere.

Non ho allestito una vera e propria mangiatoia. Metto i biscotti sbriciolati e i semi, soprattutto di girasole, Continua a leggere