VOLEVO DIVENTARE PITTORE: LEI AVREBBE ABITATO IL MIO PRIMO QUADRO

Nei pomeriggi d’estate mi affacciavo spesso alla finestra. Nelle ore più calde non potevo uscire e mi piaceva guardare il mondo dalle imposte socchiuse. Mia madre non le accostava mai del tutto, lasciava sempre un’apertura di qualche centimetro, che sporgeva sul mio personale piano prospettico. Da lì, spingevo lo sguardo all’orizzonte e potevo abbracciare tutta la vastità del territorio collinare. Studiavo i pieni e i vuoti, ne ammiravo le alture e le geometrie e sognavo di dipingerle. Le linee, le ombre, i colori danzavano davanti ai miei occhi. Allora non avevo bisogno di nessuna tela per immaginare il quadro che, me lo sentivo, ne ero certo, un giorno avrei dipinto.

Dopo le cinque uscivo. La luce inondava ogni cosa con una forza e una dolcezza che mi rendevano parte del tutto. Mi sentivo in pace col mondo, una pace senza scalfitture. Continua a leggere

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UNA STROFA… DIMENTICATA

1280px-Logo_883.svgOggi è uscito un mio articolo su cinque canzoni degli 883 che val la pena riascoltare, cantare e, perché no?, dedicare ancor oggi (qui se volete leggerlo). La scelta non è stata semplice: molte sono le belle canzoni, soprattutto le ballate romantiche, che gli 883 hanno scritto e suonato. Alla fine ho scelto il mix che, secondo il mio gusto personale, mi sembrava più significativo.

Nel corso delle mie ricerche, ho scoperto una curiosità. In origine il testo di “Nient’altro che noi” prevedeva una strofa in più (sembra che il cantante l’abbia tolta perché, altrimenti, la canzone sarebbe diventata troppo lunga).

Riflettevo su questo fatto mentre scrivevo e mentre leggevo il testo della canzone. Continua a leggere

PENSIERI E DIVAGAZIONI DEL VENERDÌ: PERCHÉ SCRIVERE

Perché si scrive? E che cos’è la scrittura? Cosa significa scrivere? Secondo lo scrittore Aharon Appelfeld la scrittura è «la porta d’ingresso per quel mondo che sta nascosto dentro di noi. La parola scritta ha la forza di accendere la fantasia e illuminare l’interiorità.»

La scrittura è, dunque, ciò che permette il farsi e lo svelarsi di mondi che, altrimenti, rimarrebbero nascosti e incompiuti. Li manifesta e, soprattutto, li realizza. Finché, infatti, quei mondi rimangono nella fantasia dell’autore, esistono solo come possibilità. Con la scrittura, invece, diventano realtà. Ciò che io vedo e sento, attraverso la parola scritta, prende forma e vita sulla pagina.

notebook-3297317_960_720.jpgE poiché si scrive sempre per essere letti, scrivere significa far emergere e costruire quei mondi per farli conoscere ad altri. Una storia non vive per sé, ma perché altri possano entrarvi dentro e viverla a loro volta nella loro fantasia e immaginazione, Continua a leggere

PRIMAVERA NON ARRIVA MAI TROPPO PRESTO: PENSIERI E DIVAGAZIONI DEL VENERDÌ

La primavera è la prima delle quattro stagioni. Posta tra l’inverno e l’estate, simboleggia da sempre la rinascita, della natura, della vita, degli uomini, che avviene nel passaggio tra la stagione fredda e quella calda.

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Nelle mie divagazioni del venerdì, un breve pensiero, un cammeo, sulla primavera, una stagione che, come diceva Gilbert Keith Chesterton, non è tale «se non arriva troppo presto». Anche se, a volte, certe giornate o certi segnali ci fanno pensare che stia per arrivare, in realtà sono solo presagi, indizi che sta per sbocciare. La natura si prepara a lungo a questo evento, accorda i suoi strumenti uno ad uno finché non è pronta a suonare, per noi, il suo concerto. Continua a leggere

CAMMEI DI PAROLE

 L’idea di scrivere dei cammei di parole è nata per analogia con gli omonimi gioielli. Con il termine cammeo si indica, infatti, nel campo dell’arte gioielliera, una pietra o una conchiglia lavorata a tutto tondo o a rilievo in modo da ottenere suggestivi effetti di colore, sfruttando gli strati naturali del materiale intagliato.letters-773306_960_720
Suggestivi effetti ottenuti grazie agli strati naturali della pietra. E perché non fare lo stesso con le parole? Intagliare testi per descrivere luoghi e situazioni, raccontare sentimenti e accadimenti, fermare i ricordi, scrivere poesie e riflessioni? Per ottenere dei piccoli tesori che raccontano l’esperienza della vita, la semplicità e la saggezza del quotidiano. Piccole miniature preziose, dei piccoli, profumati gioielli di carta. Un piccolo regalo che fate a voi stessi e a chi vi vuole bene.

 Volete leggere un esempio di cammeo? Eccone qui di seguito quattro. Continua a leggere

PENSIERI E DIVAGAZIONI DEL VENERDÌ: IN GIARDINO

Quest’anno ho deciso finalmente di rispolverare guanti e palette e riprendere a dedicarmi ad una delle mie passioni preferite, il giardinaggio.

Nelle scorse settimane ho acquistato primule, tulipani già fioriti, viole, garofani e gerbere. Ho comprato bulbi e bustine di semi e alcuni vasi nuovi per sostituire quelli rotti o troppo sciupati.In questi giorni sto potando agrifogli e sarcococche, per eliminarne le parti secche e rovinate e sfoltirne i rami. Il gelo e la neve della settimana scorsa hanno pesantemente danneggiato le kalanchoe, nonostante fossero poste al riparo. Ho provveduto a tagliare le foglie che sono diventate molli: è una pianta robusta, le radici mi sembra non siano state intaccate dal ghiaccio, presto germoglierà di nuovo.

cosmos-2816218__340.jpgDomani, Continua a leggere

CON IL PASSO LIEVE DEI SOGNI

Sono seduto in stazione, qui, dove il tempo dilata in un’altra dimensione. Da quando sei partita, ti cerco in ogni treno che arriva, mi sembra di vederti scendere, di ritrovare il tuo sguardo e il tuo sorriso, ma tu, ancora una volta, anche per questa volta, non ci sei. Al fischio del capotreno, il treno scivola lungo il binario e presto scompare all’orizzonte.

Me ne torno a casa, pensando a quando mi correvi incontro Continua a leggere

MICROPOST: SCRIVERE PER IMMAGINI

Oggi condivido con voi questo micropost nato grazie a una discussione tra scrittori, da uno spunto in apparenza semplice, la risposta a una domanda. Avete già letto su queste pagine la mia microfiaba «L’aquilone». Sono del parere che si debbano scrivere di preferenza testi estesi, in grado di dire con completezza tutto ciò che si ha da raccontare e spiegare, senza essere ridondanti ma precisi nel significato.

scrivaniaTuttavia la letteratura, ma anche i nostri dialoghi quotidiani, vivono pure di suggestioni, di impressioni, e per ottenere queste, in genere, essere brevi e usare la sintesi permette di raccogliere e trasmettere con immediatezza le immagini che vogliamo delineare.

La domanda, per chi scrive, infatti, è una sola: come coinvolgere il lettore, immergerlo nella lettura delle vicende dei personaggi e, questi ultimi, capirli? Cosa intendiamo quando ci domandiamo: «come rendere partecipe il lettore?» Si intende che desideriamo fargli provare emozioni e vivere sentimenti, muoverlo a seguire la storia e a entrarvi con la sua fantasia… Renderlo un protagonista attivo del racconto, con le sue opinioni e le sue aspettative per le vicende, fino alla loro conclusione.

Come si arriva a questo risultato? Cercando le parole giuste e, vedendo per primi noi scrittori, le immagini che vogliamo rendere con le parole, in modo che anche chi le legge possa a sua volta vederle dipinte. E questo lo si ottiene sempre con la sintesi, sia che il testo sia un cameo compiuto in sé sia che faccia parte del discorso più ampio portato avanti con la narrazione e inserito nel naturale alternarsi delle sequenze che lo compongono.

© Federica Rizzi per Storie in punta di righe, 2017