MICROPOST: SCRIVERE PER IMMAGINI

Oggi condivido con voi questo micropost nato grazie a una discussione tra scrittori, da uno spunto in apparenza semplice, la risposta a una domanda. Avete già letto su queste pagine la mia microfiaba «L’aquilone». Sono del parere che si debbano scrivere di preferenza testi estesi, in grado di dire con completezza tutto ciò che si ha da raccontare e spiegare, senza essere ridondanti ma precisi nel significato.

scrivaniaTuttavia la letteratura, ma anche i nostri dialoghi quotidiani, vivono pure di suggestioni, di impressioni, e per ottenere queste, in genere, essere brevi e usare la sintesi permette di raccogliere e trasmettere con immediatezza le immagini che vogliamo delineare.

La domanda, per chi scrive, infatti, è una sola: come coinvolgere il lettore, immergerlo nella lettura delle vicende dei personaggi e, questi ultimi, capirli? Cosa intendiamo quando ci domandiamo: «come rendere partecipe il lettore?» Si intende che desideriamo fargli provare emozioni e vivere sentimenti, muoverlo a seguire la storia e a entrarvi con la sua fantasia… Renderlo un protagonista attivo del racconto, con le sue opinioni e le sue aspettative per le vicende, fino alla loro conclusione.

Come si arriva a questo risultato? Cercando le parole giuste e, vedendo per primi noi scrittori, le immagini che vogliamo rendere con le parole, in modo che anche chi le legge possa a sua volta vederle dipinte. E questo lo si ottiene sempre con la sintesi, sia che il testo sia un cameo compiuto in sé sia che faccia parte del discorso più ampio portato avanti con la narrazione e inserito nel naturale alternarsi delle sequenze che lo compongono.

© Federica Rizzi per Storie in punta di righe, 2017

IMPRESSIONI D’AUTUNNO

 

autunno-3L’autunno, più di ogni altra stagione, è epoca di passaggio. I suoi mesi scorrono dolcemente uno dopo l’altro, in uno scambio fluido e continuo di consegne tra ciò che è trascorso e ciò che sta per venire. Ci insegna, soprattutto, a girare lo sguardo intorno, in ogni direzione, e a fissarlo sulla bellezza che la natura ha da offrire: il cielo ogni giorno diverso, gli alberi e il loro foliage, i tappeti d’erba pieni di foglie, l’orizzonte e i suoi panorami, le creature in volo come piccoli insetti e uccelli, i fiori selvatici, i frutti come le castagne o le mele. Campestre, collinare, di montagna, marino: l’autunno e il suo tempo portano con sé particolarità che vengono percepite solo da chi le vive e le sa cogliere.

caro diarioL’autunno è anche preludio. E per tale fatto è anche stagione carica di promesse. «Già lo sentimmo venire nel vento d’agosto» annotava il poeta Vincenzo Cardarelli. Lo scrittore lo vestiva di malinconia, tuttavia è un sentimento che non gli si addice. Perché il vento è d’agosto e annuncia il sole di settembre, mese mite dai colori caldi e luminosi. È quasi una seconda primavera, nonostante sia stagione di raccolto e non di semina, e continua per buona parte di ottobre. I cambiamenti più decisi si hanno ai primi di novembre, mese di tramonti spettacolari: all’arrivo dell’imbrunire una leggera nebbia ricopre la terra e il paesaggio come un manto leggero e sottile che non scherma i contorni ma, anzi, li risalta con estrema dolcezza. Osservare il sole calare all’orizzonte diventa incanto e fascino. Le temperature fredde ci ricordano che l’inverno sta per arrivare. Stagione fredda, lunga e buia. Eppure grazie alla memoria delle impressioni d’autunno possiamo considerarlo un tempo benedetto, di attesa e di calma, durante il quale approfittare per godere del riposo che fortifica e ristabilisce dalle fatiche.

cherry-blossoms-222370__180.jpgGodiamoci, dunque, il tempo e l’eleganza dell’autunno, i suoi colori, i suoi momenti, i suoi passaggi, le sue sorprese, i suoi chiarori e i profumi che porta nell’aria. E alziamo lo sguardo a ciò che ci circonda, ringraziando sempre di poter ammirare tanta bellezza e preziosità.

©2016 Federica Rizzi