LE SPIGHE E I PAPAVERI: STORIA DI UN’AMICIZIA

cereals-100263_1280Pianta erbacea della famiglia delle Papaveraceae, il Papavero comune o rosolaccio (Papaver rhoeas) è diffusissimo in tutta Italia. È molto facile avvistarlo nei campi, lungo i bordi delle strade o delle ferrovie, oppure in città, tra le crepe dell’asfalto e dei marciapiedi. Nonostante sia un pianta apparentemente molto delicata, impressione dovuta ai petali del suo fiore, sottili e leggeri come carta, e alla brevità della sua fioritura, che dura solo un giorno, è invece molto forte e, purché il terreno non sia troppo arido, popola ininterrottamente le nostre campagne da aprile fino al mese di luglio.

Come mai il rosolaccio ama così tanto spuntare tra i campi di grano? Esistono molte storie e leggende in proposito che si tramandano nei vari paesi e tra generazioni. Come spesso su queste pagine, vi offro la mia personale risposta con questa nuova breve fiaba.

«wheat-field-640960_1280.jpgOgni mattino le spighe si svegliavano presto, all’alba, non appena il sole spuntava all’orizzonte e iniziava a illuminare il cielo e riscaldare la terra coi suoi raggi. Durante la primavera, al momento giusto, era piovuto e, ora che era quasi estate, grazie al sole, alla pioggia e al buon terreno del campo in cui si trovavano, svettavano alte, sane e forti. La loro vita trascorreva semplice, bella e serena. Eppure non erano completamente soddisfatte. Sentivano, in fondo al cuore, che mancava loro qualcosa per essere felici del tutto. Aveva cominciato la spiga che stava ai confini del campo a farlo notare e presto tutte le altre avevano iniziato a discuterne. Alla fine arrivarono alla conclusione che le loro giornate erano sì belle ma… mancavano loro degli amici, con cui parlare, giocare e stare in compagnia. Continua a leggere

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IN GIARDINO E DI PAPAVERI: PENSIERI E DIVAGAZIONI DEL VENERDÌ

Vi ricordate del mio post sul giardino? Ebbene, siamo a giugno e il mio fazzoletto di terra aspetta ancora di essere vangato del tutto. Prima è arrivato il brutto tempo a fermarmi, poi il troppo caldo, in mezzo un po’ di altre cose, e sono riuscita a farne soltanto metà. Se terminerò il lavoro? Sì. Al più, verrà buono per i bulbi autunnali.

In verità, parallelamente, ho continuato a coltivare piante in vaso. Fiori, innanzitutto: ho piantato lilium, iris, gladioli, rose, incarvillea, aquilegia (anche se resta un po’ piccola). Ho seminato dei geranium (gerani selvatici). Continua a leggere