Texter e talker: pensieri e divagazioni del venerdì

Ognuno di noi ha un certo modo di entrare in relazione e di comunicare con le persone. A volte questo modo può essere influenzato dal contesto o dalla situazione, per cui lo modifichiamo adattandolo come richiesto dal momento, ma, di fondo e di base, ognuno di noi ha una propria maniera caratteristica di approcciarsi e interagire con gli altri, una nota inconfondibile e distintiva, che fa parte del nostro essere e che portiamo ovunque andiamo e ci troviamo. Come siamo così comunichiamo. Come comunichiamo dipende sempre dalla nostra personalità. Lo stile di comunicazione è una sua diretta derivazione. Continua a leggere

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REPOST: IL TRAMONTO – PENSIERI E DIVAGAZIONI DEL VENERDÌ

Eccoci al primo dei repost del mese di agosto. Oggi è venerdì, perciò vi ripropongo una delle mie divagazioni: “Il tramonto” (qui il link al post originale), pubblicata il 20 aprile di quest’anno. Se mi seguite da un po’ già lo sapete che il venerdì è dedicato a post legati a temi a me molto cari e alle mie riflessioni, come è il caso di oggi,  o che raccontano di mie vicende personali. Un’abitudine che ho preso quest’anno e che mi piace portare avanti.

Cos’è il tramonto? Da un punto di vista Continua a leggere

LEGGERE PERCHÉ: PENSIERI E DIVAGAZIONI DEL VENERDÌ

Leggere è importante. Ci sono tanti motivi per cui, di solito, lo facciamo. Il principale, a mio avviso, è perché ci fa bene. La lettura (come la scrittura) è vita, senza dubbio. È respirare la felicità.

Dedicarci alla lettura significa entrare in mondi nuovi, sia che la storia sia vera sia di pura fantasia, ci fa conoscere e ci riporta alla realtà. Quest’ultimo sembrerebbe un paradosso ma non lo è. Non c’è niente di più reale di un buon libro.

Leggere è viaggiare mentre siamo in tutt’altro posto. Fuori c’è il sole e voi siete al freddo in mezzo al mare in compagnia di un equipaggio intento a pescare negli oceani del Nord. Oppure siete in treno ma in realtà state inseguendo un tipo che non vi convince e le cui mosse vi stanno rivelando che è il colpevole. Continua a leggere

IN GIARDINO E DI PAPAVERI: PENSIERI E DIVAGAZIONI DEL VENERDÌ

Vi ricordate del mio post sul giardino? Ebbene, siamo a giugno e il mio fazzoletto di terra aspetta ancora di essere vangato del tutto. Prima è arrivato il brutto tempo a fermarmi, poi il troppo caldo, in mezzo un po’ di altre cose, e sono riuscita a farne soltanto metà. Se terminerò il lavoro? Sì. Al più, verrà buono per i bulbi autunnali.

In verità, parallelamente, ho continuato a coltivare piante in vaso. Fiori, innanzitutto: ho piantato lilium, iris, gladioli, rose, incarvillea, aquilegia (anche se resta un po’ piccola). Ho seminato dei geranium (gerani selvatici). Continua a leggere

I DUE CILIEGI INNAMORATI: PENSIERI E DIVAGAZIONI DEL VENERDÌ

Tutti gli innamorati si parlano tra loro, con un codice personalissimo, spesso in modo misterioso e, soprattutto, sconosciuto e invisibile ai più. Ed è questo uno dei concetti alla base del racconto I Due ciliegi innamorati. Una romantica (ma non sdolcinata, se ve lo state domandando) storia zen¹ ambientata in Giappone. E non è un caso che sia collocata proprio là dove il ciliegio² ha connotati fortemente simbolici: il ciliegio rappresenta, infatti, la modestia, la grazia, la purezza, l’integrità morale, la lealtà, il coraggio, la pazienza. cherry-blossom-3340312_1280.jpgIl fiore di ciliegio (o Sakura nella lingua giapponese), molto delicato e fragile, ma tenace nel suo sbocciare e mostrarsi nel suo splendore, rappresenta la bellezza perfetta e la brevità e meravigliosità della vita. E di pazienza i due ciliegi della storia ne hanno molta, così come di tenacia. Il loro non è un legame superficiale, ma forte e solido, che li unisce in un modo singolare e speciale, al di là delle apparenze e di ciò che gli altri vedono o dell’aiuto che vorrebbero portare. Un aiuto che ai due ciliegi non serve, perché il loro amore ha radici lunghe, forti e tenaci, tali da permettergli un giorno di incontrarsi e toccarsi in un abbraccio che li unisce per sempre. Continua a leggere

PIRANDELLO E LA FENOMENOLOGIA DELL’OGGETTO. PENSIERI E DIVAGAZIONI DEL VENERDÌ

Luigi_Pirandello_1934_(3).jpg“Ogni oggetto in noi suol trasformarsi secondo le immagini ch’esso evoca e aggruppa, per così dire, attorno a sé. Certo un oggetto può piacere anche per sé stesso, per la diversità delle sensazioni gradevoli che ci suscita in una percezione armoniosa; ma ben più spesso il piacere che un oggetto ci procura non si trova nell’oggetto per sé medesimo. La fantasia lo abbellisce cingendolo e quasi irraggiandolo d’immagini care. Né noi lo percepiamo più qual esso è, ma così, quasi animato dalle immagini che suscita in noi o che le nostre abitudini vi associano. Nell’oggetto, insomma, noi amiamo quel che vi mettiamo di noi, l’accordo, l’armonia che stabiliamo tra esso e noi, l’anima che esso acquista per noi soltanto e che è formata dai nostri ricordi.”

Luigi Pirandello¹

I nostri occhi si posano su un oggetto, ci piace, lo abbiamo caro. Ci soffermiamo a guardarlo e riguardarlo. Perché? Per quale ragione? Che cosa ci vediamo in quella cosa?

Come ci suggerisce Pirandello, abbiamo caro un oggetto che entra nella nostra vita, nella nostra storia non come oggetto in sé Continua a leggere

PENSIERI E DIVAGAZIONI DEL VENERDÌ: PERCHÉ SCRIVERE

Perché si scrive? E che cos’è la scrittura? Cosa significa scrivere? Secondo lo scrittore Aharon Appelfeld la scrittura è «la porta d’ingresso per quel mondo che sta nascosto dentro di noi. La parola scritta ha la forza di accendere la fantasia e illuminare l’interiorità.»

La scrittura è, dunque, ciò che permette il farsi e lo svelarsi di mondi che, altrimenti, rimarrebbero nascosti e incompiuti. Li manifesta e, soprattutto, li realizza. Finché, infatti, quei mondi rimangono nella fantasia dell’autore, esistono solo come possibilità. Con la scrittura, invece, diventano realtà. Ciò che io vedo e sento, attraverso la parola scritta, prende forma e vita sulla pagina.

notebook-3297317_960_720.jpgE poiché si scrive sempre per essere letti, scrivere significa far emergere e costruire quei mondi per farli conoscere ad altri. Una storia non vive per sé, ma perché altri possano entrarvi dentro e viverla a loro volta nella loro fantasia e immaginazione, Continua a leggere

NON LASCIATE CHE LA VOSTRA GIORNATA TERMINI SENZA ESSERE CRESCIUTI UN PO’. PENSIERI E DIVAGAZIONI DEL VENERDÌ

Nella mia odierna divagazione del venerdì, vi propongo il mio commento a una breve ma bellissima e intensa riflessione dello scrittore, poeta e giornalista americano Walt (Walter) Whitman.

Dice: «Non lasciate che la vostra giornata termini senza essere cresciuti un po’, senza aver sorriso molto, senza aver alimentato i vostri sogni. Non fatevi vincere dallo scoraggiamento. Non permettete a nessuno di togliervi il diritto di esprimervi, che è quasi un dovere. Non desistete dal desiderio di rendere la vostra vita straordinaria.»

È un brano che, in poche righe, dice tantissimo. Parla della necessità di dare senso al tempo, dandogli una direzione. Di impiegarlo bene, perché ci è dato per crescere, per fare un passo in più e per sorridere ogni giorno che viviamo. Racchiude in poche righe l’essenza del significato del nostro esistere, di ogni singola vita. Sprona al coraggio: l’abbattimento non deve mai impedirci di proseguire lungo il nostro cammino. Esorta ad avere dei sogni, a viverli, amarli e a nutrirli con costanza. Continua a leggere

PRIMAVERA NON ARRIVA MAI TROPPO PRESTO: PENSIERI E DIVAGAZIONI DEL VENERDÌ

La primavera è la prima delle quattro stagioni. Posta tra l’inverno e l’estate, simboleggia da sempre la rinascita, della natura, della vita, degli uomini, che avviene nel passaggio tra la stagione fredda e quella calda.

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Nelle mie divagazioni del venerdì, un breve pensiero, un cammeo, sulla primavera, una stagione che, come diceva Gilbert Keith Chesterton, non è tale «se non arriva troppo presto». Anche se, a volte, certe giornate o certi segnali ci fanno pensare che stia per arrivare, in realtà sono solo presagi, indizi che sta per sbocciare. La natura si prepara a lungo a questo evento, accorda i suoi strumenti uno ad uno finché non è pronta a suonare, per noi, il suo concerto. Continua a leggere