MORBIDEZZA

Lui: «Ti sei fatta male?»
Lei: «Quando?»
Lui: «Quando sei caduta dal cielo.»
Lei: «No, sono caduta sul morbido.»

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©Federica per Storie in punta di righe 2018

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IL VERTICE DELL’INCANTO

Filigrane di luce che brillano
diventano mille coriandoli che escono dalla tela,
iridescenze e trasparenze
spolverano di realtà i sogni
e di sogno la realtà.
Colori e sfumature inventano linee,
disegnano forme e paesaggi,
aprono spazi infiniti, astrazioni e altezze,
abbracciano il vertice dell’incanto.

L’arte si svela solo a chi l’ama.

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©Federica 2018

IL PICCOLO GIRASOLE

sunflowers-19647_960_720C’era una volta un piccolo girasole. Era nato in ritardo rispetto agli altri, quando era già piena estate, e col caldo faticava a crescere. Era così piccolo che nessuno si interessava a lui, né il proprietario del campo né gli altri girasoli. Questi ultimi, infatti, erano tutti impegnati a crescere e a diventare sempre più alti. Continua a leggere

LETTERA AD UN AMICO

Leggevo in questi giorni un testo che mi ha colpito molto. Si tratta di una bellissima lettera, a metà strada tra la riflessione e la poesia, che una cagnolina scrive al suo padrone dopo essere morta. Ne immagina i timori, li interpreta e lo rassicura. Lo consola per aver fatto tutto il possibile per lei. Gli ricorda che lei è lì con lui e che nessun attimo trascorso insieme è stato insufficiente o è andato perduto. Continua a leggere

VOLEVO DIVENTARE PITTORE: LEI AVREBBE ABITATO IL MIO PRIMO QUADRO

Nei pomeriggi d’estate mi affacciavo spesso alla finestra. Nelle ore più calde non potevo uscire e mi piaceva guardare il mondo dalle imposte socchiuse. Mia madre non le accostava mai del tutto, lasciava sempre un’apertura di qualche centimetro, che sporgeva sul mio personale piano prospettico. Da lì, spingevo lo sguardo all’orizzonte e potevo abbracciare tutta la vastità del territorio collinare. Studiavo i pieni e i vuoti, ne ammiravo le alture e le geometrie e sognavo di dipingerle. Le linee, le ombre, i colori danzavano davanti ai miei occhi. Allora non avevo bisogno di nessuna tela per immaginare il quadro che, me lo sentivo, ne ero certo, un giorno avrei dipinto.

Dopo le cinque uscivo. La luce inondava ogni cosa con una forza e una dolcezza che mi rendevano parte del tutto. Mi sentivo in pace col mondo, una pace senza scalfitture. Continua a leggere

DIALOGHI SURREALI: PENSIERI E DIVAGAZIONI DEL VENERDÌ

Chi di voi ha un cane? Non vi sono mai capitate situazioni inverosimili? Domande strane e considerazioni “innovative” della cinofilia? A me (e a molti altri) sì. Oggi nella mia divagazione del venerdì, prendo spunto dalla realtà e vi propongo una scenetta, uno sketch, se volete, che mostra quello che può accadere quando due proprietari di cani, con vedute e conoscenze diverse, si incontrano.

«dog-2889855_1280.jpgAvere un cane è meraviglioso e ti riserva spesso delle sorprese. Era un caldo pomeriggio di maggio e stavo portando a passeggio la mia Lilly. A un tratto vedo in lontananza una signora che ci osserva e che cammina nella nostra direzione. Mi ferma per farmi i complimenti per la cucciolotta, una meticcia di tre anni. Continua a leggere

LE SPIGHE E I PAPAVERI: STORIA DI UN’AMICIZIA

cereals-100263_1280Pianta erbacea della famiglia delle Papaveraceae, il Papavero comune o rosolaccio (Papaver rhoeas) è diffusissimo in tutta Italia. È molto facile avvistarlo nei campi, lungo i bordi delle strade o delle ferrovie, oppure in città, tra le crepe dell’asfalto e dei marciapiedi. Nonostante sia un pianta apparentemente molto delicata, impressione dovuta ai petali del suo fiore, sottili e leggeri come carta, e alla brevità della sua fioritura, che dura solo un giorno, è invece molto forte e, purché il terreno non sia troppo arido, popola ininterrottamente le nostre campagne da aprile fino al mese di luglio.

Come mai il rosolaccio ama così tanto spuntare tra i campi di grano? Esistono molte storie e leggende in proposito che si tramandano nei vari paesi e tra generazioni. Come spesso su queste pagine, vi offro la mia personale risposta con questa nuova breve fiaba.

«wheat-field-640960_1280.jpgOgni mattino le spighe si svegliavano presto, all’alba, non appena il sole spuntava all’orizzonte e iniziava a illuminare il cielo e riscaldare la terra coi suoi raggi. Durante la primavera, al momento giusto, era piovuto e, ora che era quasi estate, grazie al sole, alla pioggia e al buon terreno del campo in cui si trovavano, svettavano alte, sane e forti. La loro vita trascorreva semplice, bella e serena. Eppure non erano completamente soddisfatte. Sentivano, in fondo al cuore, che mancava loro qualcosa per essere felici del tutto. Aveva cominciato la spiga che stava ai confini del campo a farlo notare e presto tutte le altre avevano iniziato a discuterne. Alla fine arrivarono alla conclusione che le loro giornate erano sì belle ma… mancavano loro degli amici, con cui parlare, giocare e stare in compagnia. Continua a leggere

IN GIARDINO E DI PAPAVERI: PENSIERI E DIVAGAZIONI DEL VENERDÌ

Vi ricordate del mio post sul giardino? Ebbene, siamo a giugno e il mio fazzoletto di terra aspetta ancora di essere vangato del tutto. Prima è arrivato il brutto tempo a fermarmi, poi il troppo caldo, in mezzo un po’ di altre cose, e sono riuscita a farne soltanto metà. Se terminerò il lavoro? Sì. Al più, verrà buono per i bulbi autunnali.

In verità, parallelamente, ho continuato a coltivare piante in vaso. Fiori, innanzitutto: ho piantato lilium, iris, gladioli, rose, incarvillea, aquilegia (anche se resta un po’ piccola). Ho seminato dei geranium (gerani selvatici). Continua a leggere