VOLEVO DIVENTARE PITTORE: LEI AVREBBE ABITATO IL MIO PRIMO QUADRO

Nei pomeriggi d’estate mi affacciavo spesso alla finestra. Nelle ore più calde non potevo uscire e mi piaceva guardare il mondo dalle imposte socchiuse. Mia madre non le accostava mai del tutto, lasciava sempre un’apertura di qualche centimetro, che sporgeva sul mio personale piano prospettico. Da lì, spingevo lo sguardo all’orizzonte e potevo abbracciare tutta la vastità del territorio collinare. Studiavo i pieni e i vuoti, ne ammiravo le alture e le geometrie e sognavo di dipingerle. Le linee, le ombre, i colori danzavano davanti ai miei occhi. Allora non avevo bisogno di nessuna tela per immaginare il quadro che, me lo sentivo, ne ero certo, un giorno avrei dipinto.

Dopo le cinque uscivo. La luce inondava ogni cosa con una forza e una dolcezza che mi rendevano parte del tutto. Mi sentivo in pace col mondo, una pace senza scalfitture. Continua a leggere

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DIALOGHI SURREALI: PENSIERI E DIVAGAZIONI DEL VENERDÌ

Chi di voi ha un cane? Non vi sono mai capitate situazioni inverosimili? Domande strane e considerazioni “innovative” della cinofilia? A me (e a molti altri) sì. Oggi nella mia divagazione del venerdì, prendo spunto dalla realtà e vi propongo una scenetta, uno sketch, se volete, che mostra quello che può accadere quando due proprietari di cani, con vedute e conoscenze diverse, si incontrano.

«dog-2889855_1280.jpgAvere un cane è meraviglioso e ti riserva spesso delle sorprese. Era un caldo pomeriggio di maggio e stavo portando a passeggio la mia Lilly. A un tratto vedo in lontananza una signora che ci osserva e che cammina nella nostra direzione. Mi ferma per farmi i complimenti per la cucciolotta, una meticcia di tre anni. Continua a leggere

IN GIARDINO E DI PAPAVERI: PENSIERI E DIVAGAZIONI DEL VENERDÌ

Vi ricordate del mio post sul giardino? Ebbene, siamo a giugno e il mio fazzoletto di terra aspetta ancora di essere vangato del tutto. Prima è arrivato il brutto tempo a fermarmi, poi il troppo caldo, in mezzo un po’ di altre cose, e sono riuscita a farne soltanto metà. Se terminerò il lavoro? Sì. Al più, verrà buono per i bulbi autunnali.

In verità, parallelamente, ho continuato a coltivare piante in vaso. Fiori, innanzitutto: ho piantato lilium, iris, gladioli, rose, incarvillea, aquilegia (anche se resta un po’ piccola). Ho seminato dei geranium (gerani selvatici). Continua a leggere

I DUE CILIEGI INNAMORATI: PENSIERI E DIVAGAZIONI DEL VENERDÌ

Tutti gli innamorati si parlano tra loro, con un codice personalissimo, spesso in modo misterioso e, soprattutto, sconosciuto e invisibile ai più. Ed è questo uno dei concetti alla base del racconto I Due ciliegi innamorati. Una romantica (ma non sdolcinata, se ve lo state domandando) storia zen¹ ambientata in Giappone. E non è un caso che sia collocata proprio là dove il ciliegio² ha connotati fortemente simbolici: il ciliegio rappresenta, infatti, la modestia, la grazia, la purezza, l’integrità morale, la lealtà, il coraggio, la pazienza. cherry-blossom-3340312_1280.jpgIl fiore di ciliegio (o Sakura nella lingua giapponese), molto delicato e fragile, ma tenace nel suo sbocciare e mostrarsi nel suo splendore, rappresenta la bellezza perfetta e la brevità e meravigliosità della vita. E di pazienza i due ciliegi della storia ne hanno molta, così come di tenacia. Il loro non è un legame superficiale, ma forte e solido, che li unisce in un modo singolare e speciale, al di là delle apparenze e di ciò che gli altri vedono o dell’aiuto che vorrebbero portare. Un aiuto che ai due ciliegi non serve, perché il loro amore ha radici lunghe, forti e tenaci, tali da permettergli un giorno di incontrarsi e toccarsi in un abbraccio che li unisce per sempre. Continua a leggere

LA MENDICANTE, RILKE E LA ROSA

«La mendicante, Rilke e la rosa», è un mio piccolo personale omaggio¹ dedicato al poeta Rilke², all’amore che nutriva per le rose, un fiore che lo incantava e affascinava nel suo rappresentare la perfezione e la vita, nonché alla sua profonda sensibilità, il cui occhio non lo lasciava indifferente di fronte alle vicende umane.

«Al termine delle lezioni universitarie di filosofia, Rainer aveva preso l’abitudine di andare a studiare da solo in biblioteca. Lo trovava un ambiente tranquillo, adatto per la concentrazione che il suo studio richiedeva e molto accogliente. Dopo aver terminato il suo lavoro, si tratteneva fino all’orario di chiusura, per dedicarsi alle sue composizioni poetiche, alla ricerca della giusta ispirazione e lasciandosi guidare dall’immaginazione.
Per recarsi in biblioteca seguiva sempre il medesimo percorso: percorreva un paio di strade secondarie e poi svoltava su un viottolo che lo conduceva alla via centrale. Ad un angolo di quest’ultima, di fronte all’ingresso del parco, una donna sulla quarantina mendicava l’elemosina. Il poeta la vedeva lì ogni giorno, al suo posto, seduta sul marciapiede su quella che un tempo doveva essere stata una coperta oppure, più di frequente, in piedi, che tendeva la mano ai passanti, discreta e in silenzio. Non osava chiedere, se non con gli occhi stanchi ma speranzosi.

Rainer le dava uno, due o tre soldi, pochi spiccioli, Continua a leggere

LA NASCITA DELLE ROSE

Simbolo d’amore e di bellezza, di grazia e raffinatezza, la rosa è considerata la regina dei fiori e dei giardini. Un giardino non può dirsi tale, se non vi abita almeno una pianta di questo elegante e dolce fiore.

Fonte d’ispirazione per poeti, scrittori ed artisti, la rosa è protagonista di poesie che ne celebrano la bellezza, di dediche amorose, di romanzi e di molte fiabe e leggende. Ed è proprio una fiaba quella che ho scelto di raccontarvi oggi nel mio post del venerdì, una breve storia fantastica che narra di come, un giorno, grazie a un’aquila e a un giardiniere, sia nato questo stupendo fiore.

roses-3384485_960_720C’era una volta un giovane giardiniere bravo e capace. Appena arrivato in città, gli avevano chiesto di occuparsi di alcuni piccoli giardini e lui aveva svolto il suo lavoro con grande cura e perizia. Aveva tolto tutte le erbacce che vi erano cresciute, piantato nuove e giovani piante, potato quelle vecchie, sistemato le aiuole e ora che i giardini erano tornati al loro antico splendore aveva esaurito il suo compito ed era rimasto senza lavoro. Si recò così dal re e gli propose di prendersi cura del suo giardino e farlo diventare meraviglioso, coltivandovi fiori dai mille profumi e colori. Il re ascoltò con attenzione la proposta del giardiniere e gli rispose che era un’idea eccellente e che l’avrebbe assunto ad una condizione. Al centro del suo giardino voleva fosse piantato un fiore speciale: il fiore più bello che esisteva sulla terra e che fino a quel momento nessuno era stato capace di trovare. Se glielo avesse portato, avrebbe avuto il lavoro che chiedeva. Continua a leggere

LA FESTA NEL BOSCO, UNA STORIA DI FATE E DI FIORI

Protagoniste di questa storia sono delle fate ordinate ma un po’ smemorate. C’è da preoccuparsi? Nient’affatto, perché nel regno del bosco una dimenticanza è una buona occasione per far spuntare e crescere qualcosa di nuovo. Buona lettura!!

«fairy-2164607_960_720.pngNel regno verde e incantato del bosco il lungo inverno era finito. Le fate erano uscite dai loro nascondigli, iniziando a volare alla ricerca di nettare e erbe selvatiche. Le giornate si facevano sempre più soleggiate e tiepide e il bosco si stava popolando di uccelli, scoiattoli e tanti altri animali. Fata Stella decise che era giunto il momento di preparare una festa. C’era da festeggiare l’arrivo della primavera.

In men che non si dica, le fate si organizzarono. Fata Campanellino portò miele e sciroppi. Fata Fiorellino piattini, bicchieri e altre stoviglie. Fata Spolverina pizzichi di colore con le sue tovaglie e tovaglioli. Fata Preziosa dolci soffici come il burro. Le fate che abitavano sotto il fungo portarono pane e altre delizie. Fata Stella preparò le buste con gli inviti e chiese gentilmente a fata Vanessa di recapitarli a tutte. Ogni cosa era pronta per la festa. Continua a leggere

STORIE PERSONALIZZATE: MI VUOI SPOSARE?

Oggi vi propongo un esempio di cosa significhi lavorare sulle storie altrui e farne un racconto che riesca a trasmettere ricordi ed emozioni. Di cosa voglia dire regalare una storia personalizzata, una storia su misura, ve ne ho già parlato. Qui se volete saperne di più.

wedding_wedding_rings_marriage_love_wedding_flowers_bride_marry_bridal-1198697Cosa accade quando l’amore resiste da molto tempo, ha attraversato alti e bassi, ha superato le inevitabili difficoltà e l’uno è diventato indispensabile per l’altra? Che lo si voglia far durare tutta la vita. E cosa c’è di meglio di una proposta di matrimonio speciale? Da ricordare per sempre?

«E arrivò anche l’ultimo giorno della loro vacanza insieme. La luce del sole filtrava chiara e discreta dalla finestra. Era la prima settimana di settembre e il mese, dopo un agosto molto caldo, era iniziato mite e senza pioggia. Continua a leggere

CAMMEI DI PAROLE

 L’idea di scrivere dei cammei di parole è nata per analogia con gli omonimi gioielli. Con il termine cammeo si indica, infatti, nel campo dell’arte gioielliera, una pietra o una conchiglia lavorata a tutto tondo o a rilievo in modo da ottenere suggestivi effetti di colore, sfruttando gli strati naturali del materiale intagliato.letters-773306_960_720
Suggestivi effetti ottenuti grazie agli strati naturali della pietra. E perché non fare lo stesso con le parole? Intagliare testi per descrivere luoghi e situazioni, raccontare sentimenti e accadimenti, fermare i ricordi, scrivere poesie e riflessioni? Per ottenere dei piccoli tesori che raccontano l’esperienza della vita, la semplicità e la saggezza del quotidiano. Piccole miniature preziose, dei piccoli, profumati gioielli di carta. Un piccolo regalo che fate a voi stessi e a chi vi vuole bene.

 Volete leggere un esempio di cammeo? Eccone qui di seguito quattro. Continua a leggere

COMPRARE LIBRI AL SUPERMERCATO: PENSIERI E DIVAGAZIONI DEL VENERDÌ

Non so voi, ma a me ogni tanto capita di acquistare libri al supermercato. Mi piace sbirciare tra gli scaffali, vedere cosa propongono e, se c’è qualcosa che mi interessa, prenderla.

Va da sé che l’offerta di un supermercato non è nemmeno lontanamente equiparabile a quella di una libreria, non può sostituire i consigli che un libraio complice ed esperto, profondo conoscitore di ciò che vende e dei gusti del cliente, può dare, né può sostituire le ore passate a ciondolare tra gli scaffali, a prendere un libro e riporlo, a sfogliarne un altro e leggerne qualche passo, per decidere, alla fine, quali comprare.

Eppure, nonostante tutto, anche acquistare un libro ogni tanto al supermercato è un’esperienza che ha il suo fascino. Ieri pomeriggio mi trovavo al centro commerciale e, sapendo di dover prendere alcune cose, ne ho approfittato.

Ero sicura che in quel supermercato avrei trovato buoni libri. Continua a leggere