«A spasso con Bob»

Volete regalarvi bei momenti da trascorrere in compagnia di una storia che vi farà intenerire, commuovere, trepidare e sperare? Allora leggete «A spasso con Bob» di James Bowen, pubblicato in Gran Bretagna nel 2012 e tradotto in Italia l’anno successivo. Se, poi, siete cinefili, recatevi al cinema: dal libro è stato tratto un film uscito a novembre nelle nostre sale.

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Il libro raccoglie l’autobiografia di James, un musicista di strada, la cui vita cambia all’inizio della primavera del 2007 quando incontra Bob, un gatto dal manto rossiccio, all’ingresso del caseggiato popolare in cui abita, su uno zerbino poco più in là dei piedi delle scale che deve prendere al posto dell’ascensore, il quale, vogliono le coincidenze, è sempre rotto. Tra i due scatta immediata l’amicizia: è l’inizio di una avventura a due per le vie di Londra che cambia, oltre a salvare, la vita di entrambi. Come dice l’originale inglese: «There’s a famous quote I read somewhere. It says we are all given second chances every day of our lives. They are there for the taking (…). Looking back on it, something tells me it might have been his second chances too» (“A sreet cat named Bob”, Hodder e Stoughton, 2012), ovvero “Da qualche parte ho letto una citazione famosa. Afferma che, per ogni giorno delle nostre vite, a tutti noi sono date delle seconde opportunità. Sono lì, per essere prese. (…) Se mi guardo indietro, qualcosa mi dice che potrebbe essere stata la seconda occasione anche per lui”.

Ed è così che, grazie a questo inaspettato ritrovamento, Bob entra a fare parte della vita di James e inizia la loro avventura per le vie di Londra. Bob lo accompagna nelle sue giornate, dapprima di musicista di strada, attività che deve interrompere per essere stato condannato per accattonaggio, e poi di venditore del “Big Issue”, un settimanale acquistabile per strada dai passanti allo scopo di aiutare le persone che come James hanno ricevuto un alloggio assistenziale.

Grazie a questo straordinario micio rosso, James decide di disintossicarsi dal metadone e, dopo esserci riuscito, trova la forza e il coraggio di tornare a far visita alla madre in Australia.

Il libro contiene una grande lezione di vita, la dimostrazione di un percorso accidentato che alla fine arriva alla meta: «Negli ultimi vent’anni il mio unico progetto era stato quello di sopravvivere (…)», ci dice James, finché non incontra Bob, che diventa il suo amico più caro e fidato e che, non solo lo fa uscire dal tunnel della dipendenza della droga, ma lo guida finalmente verso una vita migliore, diversa da quella passata, e senza chiedere nient’altro in cambio che prendersi un po’ cura di lui.

Una bella storia di vita e di coraggio, di speranza e di amicizia. Un’autobiografia la cui lettura scorre leggera e rapida ma profonda, che vi lascia, una volta chiuso il libro, la felicità di aver conosciuto due personaggi straordinari e di aver speso bene il vostro tempo.

Nota: la traduzione dall’inglese è mia. La citazione contenuta nel penultimo paragrafo è tratta dall’edizione Pickwick del libro.

© Federica Rizzi 2017 per Storie in punta di righe.

 

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