DIARIO DI BORDO

 

Segno
sul diario di bordo
anche quest’oggi.
Le parole più belle
le ho scritte a te.

 

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©Federica 2018

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facebook-2429746_1280.pngDa oggi ho iniziato a riempire la pagina Facebook del blog di contenuti. Cosa ci troverete? I link ai miei post, altri testi miei, idee e post di genere letterario. Se volete, passate di e lasciate il vostro “mi piace” alla pagina.

Se, invece, mi cercate su Instagram, mi trovate qui.

Buona lettura!!

PIRANDELLO E LA FENOMENOLOGIA DELL’OGGETTO. PENSIERI E DIVAGAZIONI DEL VENERDÌ

Luigi_Pirandello_1934_(3).jpg“Ogni oggetto in noi suol trasformarsi secondo le immagini ch’esso evoca e aggruppa, per così dire, attorno a sé. Certo un oggetto può piacere anche per sé stesso, per la diversità delle sensazioni gradevoli che ci suscita in una percezione armoniosa; ma ben più spesso il piacere che un oggetto ci procura non si trova nell’oggetto per sé medesimo. La fantasia lo abbellisce cingendolo e quasi irraggiandolo d’immagini care. Né noi lo percepiamo più qual esso è, ma così, quasi animato dalle immagini che suscita in noi o che le nostre abitudini vi associano. Nell’oggetto, insomma, noi amiamo quel che vi mettiamo di noi, l’accordo, l’armonia che stabiliamo tra esso e noi, l’anima che esso acquista per noi soltanto e che è formata dai nostri ricordi.”

Luigi Pirandello¹

I nostri occhi si posano su un oggetto, ci piace, lo abbiamo caro. Ci soffermiamo a guardarlo e riguardarlo. Perché? Per quale ragione? Che cosa ci vediamo in quella cosa?

Come ci suggerisce Pirandello, abbiamo caro un oggetto che entra nella nostra vita, nella nostra storia non come oggetto in sé Continua a leggere

POESIA È

Poesia è

La poesia
è bellezza senza intermediazione e spiegazioni,
è libertà nello spazio di pochi versi,
è una piccola perla preziosa,
è come una brezza sottile, è l’abbraccio di un sogno.

La poesia
è parole in movimento sull’incanto del mondo,
è note da appuntare sullo spartito del cuore.

La poesia è realtà,
è l’ode fresca del vento
sui prati della vita. Continua a leggere

PENSIERI E DIVAGAZIONI DEL VENERDÌ: SCRITTURE PITTORICHE

Akseli Gallen-Kallela (Pori, 26 aprile 1865; Stoccolma, 7 marzo 1931) è un pittore finlandese (ma di origine svedese) che non conoscevo e che ho scoperto da poco. La sua produzione pittorica è molto ampia e varia, in quanto Gallen-Kallela sperimentò diversi generi: fu realista, impressionista e, infine, simbolista. Ritrasse scene di vita quotidiana e contadina, paesaggi, illustrò il poema epico nazionale finlandese (il Kalevala).

Nelle mie divagazioni del venerdì vi propongo due suoi quadri accompagnati da qualche riga che ho scritto osservandoli.

Come sempre, buona lettura e alla prossima!!

pubblico dominio

“Cloud towers”, 1904, lago Keitele, foto dal web

Se vuoi sentire le nuvole, osservale quando si specchiano nella calma azzurra di un lago, nell’immensità dell’acqua.

 

 

 

 

 

 

paesaggio 1887

Paesaggio invernale, 1887, foto via Pinterest

Nel bosco è scesa la neve, ha posato sulla terra il suo manto leggero. Tutto è diventato oasi di pace, solo un sentiero, rapido, l’attraversa come un viandante di passaggio silenzioso sul far della sera.

 

 

 

© Federica per Storie in punta di righe 2018

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tra Natale e Capodanno…

Ed è cominciato un nuovo anno, siamo nel 2017. Poco prima di Natale avevo iniziato a scrivere per il blog una mia riflessione sul tempo, sul significato della parola “attesa” ma, per vari motivi, non l’ho conclusa – appunto…. – per tempo e mi è stato impossibile pubblicarla. Avevo anche letto alcuni articoli per prepararla. Uno, in particolare, immancabilmente esaminava il «Canto di Natale» (“A Christmas Carol”) di Charles Dickens (1812-1870) da una prospettiva tra il letterario e il filosofico e mi sarebbe piaciuto riflettere sull’idea che era alla base dell’articolo e che non sto qui a riprendere perché genererebbe delle considerazioni che, ora, andrebbero fuori tema.

attesaPassato il Natale, mi sono ad ogni modo riproposta di riprendere il concetto di attesa e compararlo a quello di tempo nuovo. Ed è quello che, dopo avervi messo a parte di come ho costruito questo post, vado a fare nelle prossime righe.

L’attesa è il lasso di tempo che corre e dura tra l’oggi, dopo che si è venuti a conoscenza di un evento o un fatto o un incontro o una manifestazione che si verificheranno, e il domani, quando essi si realizzeranno.

new-year-152044_960_720Attendere è sinonimo di aspettare. Aspettare viene dal latino “adspicere”, “guardare verso” con attenzione. Si aspetta, dunque, sempre a partire da un punto di osservazione, ovvero l’oggi nel luogo dove ci troviamo, e secondo un certo calendario, che segna e scandisce i giorni che devono trascorrere fino al momento deciso, in cui accadrà ciò che deve venire.

Se Natale è sinonimo di attesa, di nascita, Continua a leggere