IL PICCOLO GIRASOLE

sunflowers-19647_960_720C’era una volta un piccolo girasole. Era nato in ritardo rispetto agli altri, quando era già piena estate, e col caldo faticava a crescere. Era così piccolo che nessuno si interessava a lui, né il proprietario del campo né gli altri girasoli. Questi ultimi, infatti, erano tutti impegnati a crescere e a diventare sempre più alti. Continua a leggere

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LE SPIGHE E I PAPAVERI: STORIA DI UN’AMICIZIA

cereals-100263_1280Pianta erbacea della famiglia delle Papaveraceae, il Papavero comune o rosolaccio (Papaver rhoeas) è diffusissimo in tutta Italia. È molto facile avvistarlo nei campi, lungo i bordi delle strade o delle ferrovie, oppure in città, tra le crepe dell’asfalto e dei marciapiedi. Nonostante sia un pianta apparentemente molto delicata, impressione dovuta ai petali del suo fiore, sottili e leggeri come carta, e alla brevità della sua fioritura, che dura solo un giorno, è invece molto forte e, purché il terreno non sia troppo arido, popola ininterrottamente le nostre campagne da aprile fino al mese di luglio.

Come mai il rosolaccio ama così tanto spuntare tra i campi di grano? Esistono molte storie e leggende in proposito che si tramandano nei vari paesi e tra generazioni. Come spesso su queste pagine, vi offro la mia personale risposta con questa nuova breve fiaba.

«wheat-field-640960_1280.jpgOgni mattino le spighe si svegliavano presto, all’alba, non appena il sole spuntava all’orizzonte e iniziava a illuminare il cielo e riscaldare la terra coi suoi raggi. Durante la primavera, al momento giusto, era piovuto e, ora che era quasi estate, grazie al sole, alla pioggia e al buon terreno del campo in cui si trovavano, svettavano alte, sane e forti. La loro vita trascorreva semplice, bella e serena. Eppure non erano completamente soddisfatte. Sentivano, in fondo al cuore, che mancava loro qualcosa per essere felici del tutto. Aveva cominciato la spiga che stava ai confini del campo a farlo notare e presto tutte le altre avevano iniziato a discuterne. Alla fine arrivarono alla conclusione che le loro giornate erano sì belle ma… mancavano loro degli amici, con cui parlare, giocare e stare in compagnia. Continua a leggere

IN GIARDINO E DI PAPAVERI: PENSIERI E DIVAGAZIONI DEL VENERDÌ

Vi ricordate del mio post sul giardino? Ebbene, siamo a giugno e il mio fazzoletto di terra aspetta ancora di essere vangato del tutto. Prima è arrivato il brutto tempo a fermarmi, poi il troppo caldo, in mezzo un po’ di altre cose, e sono riuscita a farne soltanto metà. Se terminerò il lavoro? Sì. Al più, verrà buono per i bulbi autunnali.

In verità, parallelamente, ho continuato a coltivare piante in vaso. Fiori, innanzitutto: ho piantato lilium, iris, gladioli, rose, incarvillea, aquilegia (anche se resta un po’ piccola). Ho seminato dei geranium (gerani selvatici). Continua a leggere

I DUE CILIEGI INNAMORATI: PENSIERI E DIVAGAZIONI DEL VENERDÌ

Tutti gli innamorati si parlano tra loro, con un codice personalissimo, spesso in modo misterioso e, soprattutto, sconosciuto e invisibile ai più. Ed è questo uno dei concetti alla base del racconto I Due ciliegi innamorati. Una romantica (ma non sdolcinata, se ve lo state domandando) storia zen¹ ambientata in Giappone. E non è un caso che sia collocata proprio là dove il ciliegio² ha connotati fortemente simbolici: il ciliegio rappresenta, infatti, la modestia, la grazia, la purezza, l’integrità morale, la lealtà, il coraggio, la pazienza. cherry-blossom-3340312_1280.jpgIl fiore di ciliegio (o Sakura nella lingua giapponese), molto delicato e fragile, ma tenace nel suo sbocciare e mostrarsi nel suo splendore, rappresenta la bellezza perfetta e la brevità e meravigliosità della vita. E di pazienza i due ciliegi della storia ne hanno molta, così come di tenacia. Il loro non è un legame superficiale, ma forte e solido, che li unisce in un modo singolare e speciale, al di là delle apparenze e di ciò che gli altri vedono o dell’aiuto che vorrebbero portare. Un aiuto che ai due ciliegi non serve, perché il loro amore ha radici lunghe, forti e tenaci, tali da permettergli un giorno di incontrarsi e toccarsi in un abbraccio che li unisce per sempre. Continua a leggere

LA NASCITA DELLE ROSE

Simbolo d’amore e di bellezza, di grazia e raffinatezza, la rosa è considerata la regina dei fiori e dei giardini. Un giardino non può dirsi tale, se non vi abita almeno una pianta di questo elegante e dolce fiore.

Fonte d’ispirazione per poeti, scrittori ed artisti, la rosa è protagonista di poesie che ne celebrano la bellezza, di dediche amorose, di romanzi e di molte fiabe e leggende. Ed è proprio una fiaba quella che ho scelto di raccontarvi oggi nel mio post del venerdì, una breve storia fantastica che narra di come, un giorno, grazie a un’aquila e a un giardiniere, sia nato questo stupendo fiore.

roses-3384485_960_720C’era una volta un giovane giardiniere bravo e capace. Appena arrivato in città, gli avevano chiesto di occuparsi di alcuni piccoli giardini e lui aveva svolto il suo lavoro con grande cura e perizia. Aveva tolto tutte le erbacce che vi erano cresciute, piantato nuove e giovani piante, potato quelle vecchie, sistemato le aiuole e ora che i giardini erano tornati al loro antico splendore aveva esaurito il suo compito ed era rimasto senza lavoro. Si recò così dal re e gli propose di prendersi cura del suo giardino e farlo diventare meraviglioso, coltivandovi fiori dai mille profumi e colori. Il re ascoltò con attenzione la proposta del giardiniere e gli rispose che era un’idea eccellente e che l’avrebbe assunto ad una condizione. Al centro del suo giardino voleva fosse piantato un fiore speciale: il fiore più bello che esisteva sulla terra e che fino a quel momento nessuno era stato capace di trovare. Se glielo avesse portato, avrebbe avuto il lavoro che chiedeva. Continua a leggere

PRIMAVERA NON ARRIVA MAI TROPPO PRESTO: PENSIERI E DIVAGAZIONI DEL VENERDÌ

La primavera è la prima delle quattro stagioni. Posta tra l’inverno e l’estate, simboleggia da sempre la rinascita, della natura, della vita, degli uomini, che avviene nel passaggio tra la stagione fredda e quella calda.

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Nelle mie divagazioni del venerdì, un breve pensiero, un cammeo, sulla primavera, una stagione che, come diceva Gilbert Keith Chesterton, non è tale «se non arriva troppo presto». Anche se, a volte, certe giornate o certi segnali ci fanno pensare che stia per arrivare, in realtà sono solo presagi, indizi che sta per sbocciare. La natura si prepara a lungo a questo evento, accorda i suoi strumenti uno ad uno finché non è pronta a suonare, per noi, il suo concerto. Continua a leggere

PENSIERI E DIVAGAZIONI DEL VENERDÌ: IN GIARDINO

Quest’anno ho deciso finalmente di rispolverare guanti e palette e riprendere a dedicarmi ad una delle mie passioni preferite, il giardinaggio.

Nelle scorse settimane ho acquistato primule, tulipani già fioriti, viole, garofani e gerbere. Ho comprato bulbi e bustine di semi e alcuni vasi nuovi per sostituire quelli rotti o troppo sciupati.In questi giorni sto potando agrifogli e sarcococche, per eliminarne le parti secche e rovinate e sfoltirne i rami. Il gelo e la neve della settimana scorsa hanno pesantemente danneggiato le kalanchoe, nonostante fossero poste al riparo. Ho provveduto a tagliare le foglie che sono diventate molli: è una pianta robusta, le radici mi sembra non siano state intaccate dal ghiaccio, presto germoglierà di nuovo.

cosmos-2816218__340.jpgDomani, Continua a leggere

SCRITTURE INVERNALI: IL CANTO DELLA CINCIARELLA

cinciarella

Una cinciarella (Foto Pixabay)

Un paio di giorni fa ho pubblicato un haiku sulla cinciallegra e sul suo modo di muoversi tra i rami. In questo post, invece, condivido con voi una poesia sulla cinciarella. 

Una specie che amo osservare per la sua grande intelligenza e vivacità, poco timorosa dell’uomo e che allieta le mie giornate invernali con la compagnia del suo canto decisamente articolato e inconfondibile, in prevalenza trillante, chiaro e acuto accompagnato da note dolci e modulato da pause e variazioni di richiamo più basse e corpose. Se vi capita di ascoltarlo, oltre a riconoscerlo subito, ve ne innamorerete all’istante.

 

PICCOLO CANTO

Ravviva la campagna alberata

e il mattino e l’aria dorata della giornata

il cinguettio allegro e forte della cinciarella,

inconfondibile canto pieno

di note argentine.

Solo a sera tace del tutto,

nel dolce sonno notturno

del suo rifugio.

 

Che ne dite? Vi è piaciuta?

© Federica Rizzi 2017 per Storie in punta di righe

 

 

SCRITTURE INVERNALI: LA CINCIA, UN HAIKU.

Da un paio di mesi cince e cinciarelle si sono riavvicinate a casa per cercare cibo e negli ultimi quindici giorni hanno intensificato le loro visite, così che la loro quotidiana presenza si prolunga spesso anche al pomeriggio, dato che con questo freddo hanno bisogno di nutrirsi molto di più per sopravvivere.

Non ho allestito una vera e propria mangiatoia. Metto i biscotti sbriciolati e i semi, soprattutto di girasole, Continua a leggere

UN GATTO PER AMICO (ovvero… tanti gatti per amici)

Chi di noi non ha mai avuto un gatto che considera senza dubbio speciale per tutto l’affetto e per i piccoli semplici straordinari gesti e abitudini che ha acquisito vivendo fianco a fianco con noi? O, se non lo ha avuto, conosciuto, magari a casa di amici o per i racconti che gliene sono stati fatti?

Sempre a caccia di notizie belle da leggere e da condividere con voi lettori del blog, perché le storie piene di bellezza (e che ispirano simpatia e tenerezza) sono sempre un buon motivo per rallegrarsi, in queste mie righe vi parlo della generosità di un pianista, Sarper Duman. Continua a leggere